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FS: TRENO E ALISCAFO, ACCOPPIATA VINCENTE PER ISCHIA E SORRENTO
17/06/2010 - 12/09/2010
· Iniziativa frutto della partnership Trenitalia – Volaviamare a sostegno del turismo ecosostenibile · assistenza in ogni fase del viaggio · navetta dedicata per trasferimenti stazione – porto · promozione valida anche per i viaggi di ritorno · prenotazione del posto garantita in treno e in nave · tutte le info su www.ferroviedellostato.it e www.volaviamare.it ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Un biglietto unico treno + aliscafo per raggiungere Ischia e Sorrento, assistenza in ogni fase del viaggio, garanzia del posto riservato e navette dedicate per i trasferimenti stazione-porto. La nuova offerta estiva, all’insegna del turismo ecosostenibile e del trasporto intermodale, si inserisce nella “ricetta anticrisi” del Gruppo FS che prevede tra l’altro, migliaia di biglietti AV a partire da 19 euro fino a tutto settembre. L’iniziativa treno e aliscafo, valida per viaggi dal 18 giugno fino al 12 settembre, è frutto dell’accordo tra Volaviamare (Gruppo Alilauro) e Trenitalia (Gruppo FS). Chi decide di viaggiare con la formula proposta dalla promozione trova assistenza, da parte del personale Volaviamare, dall’arrivo in treno alla stazione di Napoli Centrale fino a destinazione. Appuntamento, quindi, al meeting point in stazione - di fronte al Freccia Club - da dove i clienti saranno trasferiti al Molo Beverello grazie a un bus navetta dedicato, che li lascerà proprio dove salpano gli aliscafi Volaviamare in partenza per le due perle del Golfo di Napoli. Gli stessi servizi sono previsti anche per il viaggio di ritorno, con identiche modalità. Le navi sono in coincidenza con i Frecciarossa in collegamento con le principali città italiane. Ma non è tutto, perchè oltre ai convogli Alta Velocità e Alta Velocità Fast, Trenitalia mette a disposizione dei clienti che aderiscono a questa iniziativa terra-mare anche Eurostar, Eurostar Fast, Eurostar City e Intercity in coincidenza con gli orari di partenza e arrivo degli aliscafi. Il ticket treno + aliscafo può essere acquistato nelle biglietterie di stazione, alle macchine self service e nelle agenzie di viaggio convenzionate, oltre che al call center 89.20.21, con la garanzia della prenotazione del posto sia sul treno, sia sull’aliscafo. L’acquisto è possibile anche su www.ferroviedellostato.it con ritiro mediante “self-service”. Esclusi, invece, l’acquisto in modalità ticketless e a bordo treno. I viaggi potranno essere acquistati fino a due ore prima della partenza di ogni singolo aliscafo e nei documenti rilasciati saranno contenute tutte le informazioni utili, comprese quelle relative al servizio navetta. I dettagli dell’offerta sono disponibili presso tutti canali informativi delle due aziende e sul web, consultando le pagine internet agli indirizzi www.ferroviedellostato.it e www.volaviamare.it. Info giornalisti Lauro.it Spa 0814972201
 
29/06/2010 - 30/10/2010
Si chiude con un solo concorrente la fase cruciale della gara per la privatizzazione di Tirrenia. Ieri solo Mediterranea holding di navigazione, società di cui la Regione Sicilia detiene il 37%, ha presentato un'offerta vincolante per l'acquisto della società. Il fondo di private equity Cinven, infatti, come anticipato sabato dal Sole 24 Ore, si è ritirato dalla corsa. Mediterranea Holding ha presentato un'offerta per Tirrenia e Siremar di 10 milioni più l'accollamento dei debiti, pari a circa 520 milioni di euro. L'advisor Unicredit dovrà ora verificare la conformità dell'offerta e, se ritenuta valida, la commissione aggiudicherà la gara e si esaminerà la proposta economica. Mediterranea è partecipata, oltre che da Ttt Lines e dalla Regione Sicilia, dall'armatore Salvatore Lauro (18,5%), da Isolemar (8%), dall'ex presidente di Confitarma Nicola Coccia (3%) e della famiglia Busi (3%). Lauro, presidente della società, ha dichiarato «Quando occorre fare sinergia – afferma – c'è sempre qualcosa da mettere a punto. Mediterranea aveva già un suo progetto e quando sono entrati altri azionisti c'è stata qualche divergenza. Ora aspettiamo che Fintecna valuti la nostra offerta. Ma voglio tranquillizzare subito i sindacati, perché, se ci aggiudicheremo la gara, non ci saranno altri esuberi se non quelli già previsti da Tirrenia». Anche il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, mostra entusiasmo: «Dopo più di cento anni potrebbe tornare in Sicilia, nella sua storica sede di Palermo, la prestigiosa e antica compagnia fondata dalla famiglia Florio. Al più presto gli amministratori della holding e la Regione incontreranno i sindacati per fornire loro le garanzie sul mantenimento dell'attuale livello dei servizi, di quelli occupazionali e salariali dei lavoratori, nonché della stabilizzazione del personale precario».
 
TIRRENIA, MEDITERRANEA HOLDING: “LA NOSTRA OFFERTA E’ PIU’ CHE CONGRUA”
26/07/2010 - 31/08/2010
“Appare del tutto fuor di luogo e francamente un po’ ripetitiva la presa di posizione della Uil Trasporti che ad ogni fase del procedimento per la privatizzazione di Tirrenia, fin dall’inizio ha, unilateralmente, volta per volta, dichiarato il fallimento di tutta l’operazione. In realtà il procedimento è stato rispettoso delle norme che lo hanno sostenuto e fino a questo momento registra la presenza di un soggetto che ha tutte le carte in regola per partecipare ed aggiudicarsi l’esito della gara. Mediterranea Holding, in ogni caso ha, a dispetto delle fuorvianti disinformazioni che vorrebbero dimostrare il contrario, tutta la solidità finanziaria necessaria per affrontare questa impresa e produce un’offerta conclusiva di acquisto assolutamente più che congrua. E’ giusto che il sindacato abbia a cuore la sorte dei lavoratori e ne difenda fino in fondo il destino, però, è davvero paradossale che possa immaginare di svolgere continuamente un ruolo improprio in una vicenda che fin qui si è svolta serenamente senza forzature da nessuna delle parti in campo. A conclusione del procedimento di gara, che Mediterranea Holding auspica possa essere positivo per la propria offerta, ci si confronterà appropriatamente anche con il sindacato, com’è naturale e opportuno che sia”. Lo dice in una nota la Mediterranea Holding. Palermo, 24 luglio 2010
 
A MEDITERRANEA HOLDING I TRAGHETTI TIRRENIA
29/07/2010 - 29/12/2010
Lauro: Manterremo i livelli occupazionali. Nessun allarme per il lavoro: dopo l'annuncio ufficiale dell'acquisizione delle due compagnie da parte di Mediterranea Holding, il presidente della cordata rassicura le maestranze e smentisce gli allarmi dei sindacati. Va in porto la trattativa per la privatizzazione di Tirrenia e della controllata Siremar. L'ufficializzazione sull'ok di Fintecna trapela nel primo pomeriggio da fonti sindacali, poi, nella serata, la situazione si chiarisce definitivamente: Mediterranea Holding, la cordata, composta dalla Regione Sicilia, Ttt lines, Lauro, Isolemar, Nicola Coccia e dalla famiglia Busi-Ferruzzi, unico concorrente rimasto in lizza, si aggiudica la trattativa. Sulle cifre definitive dell'accordo non c'è ancora l'ufficializzazione, tuttavia dovrebbero essere in linea con l'ultima offerta avanzata dalla holding che, negli scorsi giorni, aveva rilanciato e portato l'offerta d'acquisto dai 10 milioni di euro iniziali ai 25 milioni offerti quasi fuori tempo massimo. La cordata, ha, dunque, più che raddoppiato in extremis la sua proposta di acquisto della compagnia di navigazione statale interamente controllata dal governo tramite Fintecna. Nell'intervista che segue Lauro smentisce gli allarmi per loccupazione Mediterranea Holding si aggiudica la partita per Tirrenia e Siremar, quali sono i suoi commenti? Siamo soddisfatti e tutto è assolutamente in linea con quanto previsto dalla Comunità Europea per le norme che permettono allo Stato italiano di privatizzare le società pubbliche entro il 30 settembre di quest'anno. Sono convinto che daremo una svolta ai collegamenti via mare. Come risponde ai sindacati preoccupati per i livelli occupazionali? Non c'è assolutamente da preoccuparsi, perché noi non abbiamo fatto altro che rifarci al vecchio piano Tirrenia, quindi non ci sono problemi sotto questo aspetto. Io non capisco perché i sindacati abbiano manifestato perplessità, visto che già avevano firmato. Eppure i Sindacati insistono sulla possibilità di esuberi per oltre 500 unità, non è così? Non so dove abbiano potuto leggere questi numeri, dal momento che ancora non hanno potuto visionare il piano visto che, per la trattativa in corso, c'è l'obbligo di riservatezza. Gli esuberi, comunque, sono quelli già concordati. Che parte ha giocato la sua società nella trattativa? Siamo assolutamente in prima linea: abbiamo visitato le navi e le strutture; seguito per tutto un anno le vari fasi del progetto; abbiamo advisor molto importanti, e quindi siamo riusciti a far capire che la nostra era la migliore soluzione. Su quali cifre si è chiusa la privatizzazione? Ci sono vincoli di garanzia e riservatezza, quindi non posso entrare nei dettagli, ma più o meno le cifre sono quelle indicate dai giornali. Il nostro impegno, comunque consiste nel miglioramento delle attività che Tirrenia attualmente svolge, fino ad arrivare, entro i prossimi otto anni a non avere più bisogno di contributi pubblici. Mentre per quanto riguarda Siremar ci vorranno dodici anni per arrivare al pareggio, ma non si riuscirà mai a coprire i costi del servizio che comunque devono essere politici. Finché questo principio esisterà ci dovranno essere comunque contributi pubblici attivati attraverso gare aperte a tutti gli attori dell'Unione europea. Quanta Napoli c'è in questa operazione? Noi napoletani coordiniamo e dirigiamo la società. Porteremo avanti il nostro progetto tenendo presente che la testa della società sarà a Napoli. Abbiamo elementi validissimi per quanto riguarda le risorse umane e sicuramente miglioreremo. Confindustria Palermo critica la partecipazione della Regione Sicilia, mentre dalle colonne di un quotidiano napoletano s'invocava l'intervento del Governatore Stefano Caldoro. Come giudica questa partita tra Regioni? Ritengo che doveva essere fatta prima. Noi abbiamo una società pubblica che è Caremar, e non mi pare che fino ad oggi nessuno abbia protestato perché il 51 per cento della società è in mano alla Regione Campania. Mi farebbe piacere conoscere anche l'idea di Confindustria nazionale, perché se ha detto di no al 21 per cento della Regione Sicilia nel progetto, non so come si comporterà quando saprà di quel 51 per cento. La posizione corretta, secondo me, è quella di avere la presenza della Regione, perché comunque si sta ragionando su traffici di carattere regionale, però con quote minoritarie, e questo criterio deve valere per tutte.